Dalla “vraciera” (bracere) a facebook da facebook alla “vraciera”?
Negli anni 70 Berne nel suo libro “Ciao!”… e poi?” descrive in quanti modi le persone strutturano il loro tempo e come entrano in relazione con l’altro, descrivendo i passaggi dall’ isolamento all’intimità come un processo in evoluzione. Le persone temono e desiderano l’intimità: rischiare, fidarsi di sé e degli altri per guadagnare il piacere di esserci, di sentirsi accettato per come si è, di appartenere.
Oggi l’interesse per la comunicazione sembra essere significativamente aumentato: la televisione propone i reality come occasione per poter osservare le relazioni, giudicarle senza entrare direttamente se non attraverso un televoto che decide chi è degno di restare e chi invece deve essere fatto fuori!
Internet propone facebook, messanger, e mail, blog, spazi attraverso i quali le persone entrano in contatto con il mondo, si fanno amici, si può entrare in intimità con l’altro sapendo che c’è sempre qualcun altro che può leggere, impicciarsi, invadere la privacy….
Gli sms, le mail propongono una comunicazione immediata, veloce, che però taglia fuori il tono della voce, l’espressione del volto, i gesti, tutto ciò che da colore al contenuto, che esprime emozioni.
Quanto però la “fame” di relazioni trova soddisfazione in contesti i cui confini non sono definiti e dove tutti possono entrare, giudicare, invadere o quanto tutto questo è un modo per proteggersi dal rischio dell’intimità, dando così luogo a ciò che Berne chiama “giochi relazionali” che aumentano un senso di sfiducia e solitudine profonda?
Ci sembra interessante, per noi che da anni lavoriamo nella prevenzione primaria riflettere su tutto ciò e pensare di lanciare una proposta che possa recuperare una circolarità, relazioni faccia a faccia, in contesti protetti da regole di rispetto che rafforzano un senso di fiducia.
Che ne pensate?
Paola Bisciglia
mercoledì 25 febbraio 2009
giovedì 12 febbraio 2009
Stiamo organizzando il seminario della Dott.ssa Grazia Cecchini e Dott. Gianluca Taddei "Il genogramma musicale". Il seminario ha l'obiettvo di fornire una formazione di base per la costruzione e l'utilizzo del genogramma nella relazione d'aiuto. Attraverso l'utilizzo della musica è possibile ripercorrere la storia familiare dell'individuo nelle sue relazioni trigenerazionali. I partecipanti potranno inoltre sperimentare l'integrazione di tecniche derivanti dalle arti terapie con il modello gestaltico e sistemico-relazionale.
Prima di chiedere la disponibilità alla Dott.ssa Cecchini ci piacerebbe sapere chi di voi è interessato a partecipare e/o ad aiutarci nella promozione di questa attività! Siamo anche interessati a sapere se ci sono altre tematiche che vi piacerebbe approfondire in modo da pensare ad un ciclo di semirari che possano essere occasione di scambio e di arricchimento.
sabato 21 Febbraio alle ore 9,30 la Dott.ssa Maria Rupil, responsabile del corso di Mediazione familiare, organizzato dalla SRPF di Roma, terrà un incontro informativo sul corso al quale potranno partecipare tutte le persone interessate.
l'incontro si terrà c/o la sede dell'Associazione Argo in Rende P.le Genova n.5 (nei pressi del centro commerciale Metropolis). Per informazioni rivolgersi alla segreteria Tel. 0984-467700
domenica 21 dicembre 2008
editoriale
carissimi soci e “simpatizzanti”,
sono felice di trovarmi a scrivere queste poche righe perché ciò è significativo del fatto che un nuovo passo si sta compiendo.
Ci siamo sempre detti che questa associazione ha prioritariamente la funzione di mettere in contatto diversi operatori che desiderano confrontarsi sulle loro “pratiche”, avendo in comune una "visione dinamica dello sviluppo intrapsichico e relazionale dell'uomo" e l’ obiettivo della promozione della salute psicofisica degli individui; così recita il nostro statuto pensato dai quattro storici soci fondatori: io stessa, Paola Bisciglia, Antonella Fiorita e Carmela Albanese.
Riteniamo questa possibilità di confronto un elemento importante del “ben-essere” professionale e quindi personale, naturalmente per chi ne sente il bisogno e per chi si riconosce in un “metodo”: uno spazio di apertura diventa una risorsa che arricchisce e consente a tutti di crescere, ognuno con le proprie mete e alla propria velocità.
Il BLOG ci consente (oltre che di sentirci un po’ più moderni!) di metterci in contatto, superando le barriere orografiche della nostra regione: possiamo raggiungere il gruppo crotonese, come i contatti reggini, catanzaresi o del territorio tirrenico e delle zone più a nord della Calabria, come pure chi collabora con noi da fuori regione; o, più semplicemente, chi vuole seguire le nostre attività, ma non sempre ne ha la possibilità.
In questo luogo di incontro virtuale ci sarà spazio per chi abbia voglia di raccontare le attività dell’associazione in cui è coinvolto e per aprire spazi di riflessione e spunti di approfondimento. Sarà uno spazio interattivo, con la possibilità di dire il proprio punto di vista su ciò che andiamo scrivendo ma di fare anche delle proposte dalla periferia verso il centro. Ci sarà un comitato di redazione diretto dalla Dott.ssa Paola Bisciglia, che sarà un po’ per tutti il garante di questo spazio.
Voglio riassumere le attività salienti di questo anno e dare un’idea del punto in cui ci troviamo.
Si è concluso il terzo anno di formazione in counselling socio-educativo che ha visto diplomati 6 counsellor professionisti: Falcone Carmelina, Gagliardi Monica, Guglielmelli Sergio, Longo Lucia, Palermiti Annalisa e Spadafora Caterina e 3 counsellor socio-educativi Bellusci Clelia, Marchese Stefania e Pagliaro Anna, tutti iscritti nel Registro Nazionale del Coordinamento Nazionale dei Counsellor Professionisti, l’Associazione Nazionale di cui facciamo parte e al cui modello formativo abbiamo aderito. Tutti hanno conseguito l’attestato di frequenza riconosciuto dalla Regione Calabria. Un’allieva, Antonella De Luca ha conseguito solo quest’ultimo titolo.
Cimentarci in questa prima impresa ha rappresentato per noi la possibilità di sperimentarci in un percorso di formazione gestito interamente da noi nella parte progettuale e organizzativa, ma nel contempo di confrontarci con colleghi che abbiamo invitato a collaborare nella realizzazione del percorso formativo, che appartengono a diverse realtà del territorio regionale e nazionale.
Desidero festeggiare questa conclusione con dei ringraziamenti a tutti quelli che hanno partecipato a questo percorso, sentiti e non formali, visto che ho avuto l’opportunità di rivolgermi alle mie “famiglie professionali”.
Abbiamo infatti collaborato con:
· La mia “vecchia” famiglia, che mi ha dato la prima formazione: l’IFREP di Roma, che ci ha guidati nell’ingresso nel CNCP. Voglio ringraziare innanzitutto il Prof. Pio Scilligo, già ordinario di Psicologia Dinamica presso la facoltà di Psicologia dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” ed allora presidente del CNCP,che ci ha onorato per ben due volte della sua presenza qui, per partecipare a due moduli formativi del corso e a due seminari allargati sul “Sogno come narrazione del Sé” e “La narrazione di sé” realizzati nel 2004 e nel 2007. A lui va in questo momento un pensiero particolarmente affettuoso da parte mia e delle colleghe dell’Associazione.
Un grazie sentito e particolare da parte mia va al Dott. Raffaele Mastromarino, Direttore del Corso di Counselling dell’IFREP, e alla Dott.ssa Maria Gioia Milizia, terapeuti e formatori di grande esperienza, a cui mi lega una fraterna amicizia.
Ringrazio inoltre tra i collaboratori dell’IFREP il Dott. Emilio Riccioli;
· La mia “nuova famiglia” che oltre a consentirmi l’approfondimento mi ha dato una appartenenza “matura”, visto che sono didatta nello staff di formazione: la Scuola Romana di Psicoterapia Familiare. Il direttore della Scuola, Prof. Carmine Saccu, è stato nostro ospite nella realizzazione di due seminari allargati: “Il minore deviante: chi ha paura di chi?” e “La coppia: un diamante a molte facce.” realizzati nel 2007 e nel 2008. Ringrazio la Dott.ssa Maria Rupil di Roma e il direttore della Scuola di Crotone, Dott. Nicola Capozza, mio co-terapeuta da tantissimi anni nel lavoro con le famiglie, e la dott.ssa Maria Teresa Laino, che con grande vivacità e spirito di collaborazione ha condiviso la nostra vita associativa
· L’associazione Atmos di Roma, nella persona a me molto cara, amica da sempre, della Dott.ssa Grazia Cecchini, così puntuale a toccare le emozioni.
Punto di riferimento fondamentale :
· La Prof.ssa Angela Costabile dell’Università della Calabria, che ha collaborato al percorso formativo e ci ha aiutato mettendoci a disposizione contatti ed esperienza;
Siamo stati felici di ospitare, in senso personale oltre che professionale
· la Dott.ssa Soatto di Padova
· la Dott.ssa Capriz di Bologna e di confrontare le nostre esperienze
· La Dott.ssa Alessandra Simonelli dell’Università di Padova che ha realizzato insieme alla Prof.ssa Costabile il seminario “Dall’osservazione dell’interazione madre- bambino alla relazione triadica: la polifonia dell’esistere”
Ringrazio le Formatrici della nostra Associazione: oltre a quelle dello staff citate di seguito, Antonella Fiorita, Maria Rosaria Gatto, Luciana Ferrise.
In questo percorso siamo tanto cresciute nella capacità di gestione del corso, ma anche dell’Associazione stessa: soprattutto abbiamo imparato a definirci con chiarezza nei nostri ruoli, sapendo che è necessario sperimentarci e confrontarci, a volte anche duramente, assumendoci le nostre responsabilità.; ma soprattutto abbiamo pian piano assaporato il gusto di lavorare con piacere insieme, di intenderci molto spesso “al volo… di mail”, di sostenerci nelle nostre diversità: abbiamo sperimentato veramente la cooperazione. Ringrazio Paola Bisciglia, Maria Francesca Spina, che sono state nucleo portante, affiancate nel tempo da Maria Rosaria Venuto, che poi ci ha lasciato, Luciana Ferrise, Luana Alessio.
Indispensabile a tutto il lavoro, anche di produzione di documenti infiniti per la Regione Calabria è stata la nostra Segretaria: Stefania Marchese, che ha voluto arricchire il suo bagaglio professionale frequentando nei primi due anni il corso stesso.
Voglio citare l’aiuto discreto e prezioso della Dott.ssa Marina Simonetti, che ci ha indirizzato nel dare a questa esperienza un sostegno istituzionale attraverso la Regione Calabria.
Si è concluso anche il corso di mediazione familiare della Scuola Romana di Psicoterapia Familiare che l’Associazione Argo ha voluto promuovere e alla cui organizzazione ha contribuito.
Ringrazio in modo particolare:
il Direttore della Scuola, Prof. Carmine Saccu, che ha mostrato così grande disponibilità e fiducia nei nostri confronti da diventare un “habituè” dei nostri incontri seminariali, ma anche, con grandissimo piacere reciproco (speriamo!) delle nostre tavole!!
l’Avv. Brunella Converso che si è fatta promotore inizialmente del progetto ed ha convogliato con grande energia un nutrito gruppo di avvocati interessati;
la Dott.ssa Maria Rupil, responsabile del corso, a cui mi unisce una immediata sintonia coltivata nel nostro percorso formativo e rinnovata nei nostri incontri cosentini;
Un grande piacere è stato ritrovarmi accanto i colleghi della scuola, il dott. Stefano Fantozzi, la dott.ssa Luisa Paglione, il dott. Piero Picchietti, con cui ho condiviso tanta strada, e poterli ospitare qui a Cosenza.
Una buona esperienza stiamo accumulando nella supervisione istituzionale. Io e la Dott.ssa Paola Bisciglia abbiamo ritenuto molti anni fa di sperimentare una co-conduzione singolare: utilizzare l’ottica sistemico-relazionale che mi appartiene e quella Analitico-transazionale, che è il modello di riferimento della collega, come due punti di vista che si possono integrare. Abbiamo rafforzato questa esperienza all’interno del progetto Pandora, ricerca-intervento realizzata negli anni 2003-2004 a livello nazionale negli istituti carcerari, tra cui la Casa Circondariale di Cosenza.
Gli ultimi interventi in questo senso si riferiscono al gruppo di lavoro della Città dei Ragazzi e a quello del Centro “Roberta Lanzino”. In queste esperienze ci ha affiancato la Dott.ssa Luana Alessio, come memoria del gruppo, oltre che come osservatore “esperto”.
Diverse attività hanno riguardato la formazione nelle scuole, prevalentemente Istituti superiori.
Su alcune delle esperienze citate abbiamo deciso di scrivere dei brevi report che potrete leggere sin da ora nel blog, ma contiamo di approfondire di tanto in tanto altre esperienze.
Voglio citare infine la Dott.ssa Francesca Martire, la prima tirocinante post-laurea della Facoltà di Psicologia dell’Università della Sapienza di Roma che accogliamo nella nostra struttura, che ha aiutato con vivacità e competenza la Dott.ssa Paola Bisciglia in questa nuova avventura sulla rete.
Credo veramente che questo strumento uscito prevalentemente dalla mente creativa di Paola sia un investimento per il futuro della nostra Associazione, che si sente più forte delle esperienze maturate fin qui e desiderosa di invitare nuove energie a partecipare e ad affiancarci.
Sentivo il compito di fare gli onori di casa e sono contenta che siamo riuscite a preparate tutto questo in tempo per fare a noi tutte e a chi ci leggerà
i migliori auguri di buon Natale e di un Nuovo Anno
ricco di nuove esperienze e avventure professionali,
condivise con l’interesse e il piacere
che ci ha tenuto insieme fin qui
un abbraccio a tutti
Romana Giulia Colantonio
presidente dell' Associazione Argo
venerdì 19 dicembre 2008
Lo spazio delle letture consigliate
Questo vuole essere uno spazio aperto a tutti gli amanti della lettura, nel quale, poter segnalare libri che ci sono particolarmente piaciuti e favorire uno scambio di riflessioni.
Francesca Martire , psicologa, consiglia:
“IN ALTO A SINISTRA” di ERRI DE LUCA
“In alto a sinistra” è una raccolta di storie e l’indicazione di una direzione insieme.
In alto a sinistra è il luogo in cui troviamo la pace, la salvezza. E’ un libro che ci dice qualcosa sui libri. Ogni storia è al suo posto, l’ultima, “In alto a sinistra” ci mostra la via d’uscita o forse l’uscita d’emergenza. Quando leggi un libro e ne giri le pagine sai che in alto a sinistra continua la storia.
Una buona occasione per riflettere su questo tempo di festa, sul significato del Natale, dell’Avvento, della fede. Erri De Luca si definisce un ateo e fa dire ad un ipotetico padre sul punto di morte: “Mi è bastata la fede degli altri. In alcune vite di quelle persone ho visto l’impronta digitale di Dio, così come resta nei libri sacri del loro credo. Sono un testimone secondario, non ho visto l’orso ma ho trovato le orme, un alveare saccheggiato, indizi insomma di un passaggio”.
E se è vero, come molti amanti della lettura credono, che i libri che abbiamo letto sempre siano la parte migliore di noi, in questo, diventano “ l’unico posto dove l’esperienza che uno fa nel mondo, trova le parole d’accompagnamento”. Così , come si racconta di una vita, o di un libro che è vita, o di un luogo che è contenitore di un contenuto, questo libro si presenta con una storia che è “anticamera”. Come in una vita, in un libro o in un luogo, poi, si consuma un amore che è “ ‘more” oppure “conversazione di fianco”, si fa la guerra, e poi, quando giunti all’epilogo, si vuole trovare un senso a tutto, alla vita, a un libro, a un luogo, si cerca un’uscita: “In alto a sinistra”.
“Dall’osservazione dell’interazione madre-bambino alla relazione triadica: la polifonia dell’esistere”
In riferimento a delle sollecitazioni sia personali, che professionali, si è mosso, pian piano il bisogno, da parte del “Gruppo Argo” , di creare uno spazio aperto di riflessione e condivisione sul tema della Genitorialità. Grazie all’importante collaborazione della prof.ssa Angela Costabile, Professore Ordinario di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione presso l’Università degli Studi della Calabria, è stato possibile invitare a Cosenza la prof.ssa Alessandra Simonelli, Ricercatrice e Docente in Psicologia Dinamica presso la Facoltà di Psicologia dell’Università di Padova . La prof.ssa Simonelli svolge, inoltre, attività clinica presso il servizio per la genitorialità e i disturbi dell’infanzia, si occupa delle interazioni precoci dei processi di attaccamento e dello sviluppo delle relazioni familiari: ha fatto parte del gruppo di ricerca di Losanna che sperimenta ed utilizza il metodo di osservazione e valutazione delle relazioni familiari chiamato “ Triangolo di Losanna” ( LTP: triangolo primario di Losanna), diretto dalla dott.ssa Elisabeth Fivaz.
Cogliendo al volo tale opportunità abbiamo promosso, dopo un lungo processo organizzativo, il seminario “Dall’osservazione dell’interazione madre- bambino alla relazione triadica: la polifonia dell’esistere”, tenutosi a Cosenza il 15-16 Novembre 2008.
Obiettivo del seminario è stato quello di approfondire quella parte della psicologia dello sviluppo che per la prima volta ipotizza l’esistenza di interazioni triadiche tra il bambino e i suoi genitori fin dai primi mesi di vita ed ha strutturato metodologie di osservazione e di applicazione clinica.
Il seminario si è aperto con l’intervento della prof.ssa Angela Costabile, la quale, impegnata da molti anni nella ricerca sul rapporto madre-figlio nella prima infanzia, presso l’Università degli studi della Calabria ha portato un importante contributo rispetto alle teorie classiche psicanalitiche, che hanno focalizzato l’attenzione sulla relazione di attaccamento madre-figlio, da Bowlby a Stern, ma soprattutto rispetto alla ricerca, che negli anni ha modificato ed ampliato le proprie conoscenze e i propri assunti teorici su un tema da sempre dibattuto e considerato di notevole importanza.
La prof.ssa Costabile,insieme al suo team di lavoro ed alla collaborazione di diverse Università italiane ed estere, ha portato avanti vari filoni di ricerca sempre nell’ambito del rapporto diadico madre-figlio: ha analizzato i vari stili di maternage e di interazioni diadiche; studiato la creazione della comunicazione precoce e l’area comportamentale di prelinguaggio, osservato la relazione tra affettività, comunicazione e regolazione dell’attenzione, nel periodo della transizione dall’interazione faccia-a- faccia a quella incentrata sugli oggetti. La metodologia utilizzata è quella etologica, dove l’osservazione diretta sul campo viene supportata dall’utilizzo delle videoregistrazioni .
Seguendo il naturale excursus storico, si è passati dallo studio della “diade”proposto, appunto, dalla prof. Costabile, a quello della “triade”, proposto dalla
prof.ssa Simonelli.
Il seminario, ha rappresentato un’importante momento di riflessione sulle dinamiche di interazione madre-padre-figlio attraverso l’osservazione diretta di materiale videoregistrato, sia di ricerca che clinico. La procedura dell’ LTP prevede l’osservazione nel tempo di genitori, prima “in attesa del figlio”, e poi “in presenza del figlio”, fino ai 4 anni di età.
Si tratta di una situazione semistrutturata composta da 4 fasi in cui il bambino gioca alternativamente con i genitori, poi la triade interagisce insieme e infine i genitori interagiscono, alla presenza del bambino. Genitori e bambini vengono “studiati” in una apposita stanza attrezzata, dove le sedie e il seggiolone del bimbo sono fissati in posti precisi tali da formare un triangolo equilatero con la triade e da poter essere videoregistrati. La procedura viene, infatti, videoregistrata e codificata secondo uno schema preciso. La ricerca, accurata e rigorosa si propone di:
- esplorare gli schemi stabili delle alleanze familiari;
- studiare la famiglia in quanto unità fin dal suo inizio;
- studiare la famiglia in interazione, cioè nel momento in cui l’interazione si sta svolgendo e non a livello di rappresentazione narrata o interpretata in un rapporto psicoterapico;
- “delineare lo sviluppo della relazione triadica fra il bambino e i genitori”;
- individuare, attraverso l’uso del metodo microanalitico, gli schemi specifici delle interazioni familiari.
Dott.ssa Luana Alessio psicologa e psicoterapeuta
giovedì 18 dicembre 2008
La partecipazione del minore alla sua tutela: l'ascolto del minore
Venerdì 5 dicembre 2008 alle ore 15.30 presso la camera minorile "Giuseppe Mazzotta" del Tribunale di Cosenza, si è svolto l'evento formativo accreditato dal consiglio dell'ordine degli avvocati di Cosenza, condotto dal prof. Carmine Saccu, neuropsichiatra infantile, psicoterapeuta e direttore della Scuola Romana di Psicoterapia Familiare e presidente dell' IsMeS (Istituto per la mediazione familiare sistemica) e dell' AEMES ( Associazione Europea Mediatori Sistemici) e dalla dott.ssa Maria Rupil, psicologa, mediatore familiare e vicepresidente dell' IsMeS.